Entrambi erano nella stessa casa, in due stanze diverse: Daniel era intento nel lavaggio delle stoviglie, mentre Lorenzo cercava degli argomenti per la tesi di laurea, alla quale non aveva mai smesso di pensare. La concentrazione non era massima da parte sua, e veniva diminuita ulteriormente dai continui rumori molesti provenienti dalla cucina.
Lorenzo preferì lasciar perdere, convinto che prima o poi questa mansione sarebbe pur finita, ma pareva essa comunque più lunga e violenta di quanto si sarebbe mai aspettato. Così i minuti passati in contemplazione del computer, con un orecchio inevitabilmente direzionato verso l'altro locale, diventavano sempre più pesanti e rischiavano seriamente di fargli stortare la luna.
Decise quindi di ovviare al problema, aprendo il lettore musicale e piazzando nella playlist le tracce più violente che aveva nel repertorio, che riprodusse a volume pieno. Il risultato fu un incontro tra un'esibizione live di percussioni e piatti e la registrazione di un album in studio, fornito di casse i cui bassi erano andati a farsi benedire da tempo causa uso eccessivo: un inferno, insomma.
La sfida era quindi relativa a colui il quale avrebbe ceduto prima, trattasi in questo caso di Daniel.
Difatti Lorenzo se lo ritrovò dietro le spalle e quando si girò lo vide maestoso davanti a lui, con lo sguardo duro, forzatamente ed eccessivamente arrabbiato.
"Ti sembra il caso di mettere la musica a questo volume?" esternò da bigotto post messa domenicale.
"Scusa? Ho solo cercato di farti capire che il rumore dà fastidio a tutti! In ogni caso preferisco i Rage Against The Machine a "Le stoviglie on tour 2006", replicò Lorenzo sotto l'effetto della musica di protesta.
"Io almeno stavo facendo qualcosa di utile" continuò Daniel con fare sempre più spocchioso.
"Beh se lo devi fare così, allora evita!" concluse Lorenzo, per tagliare corto, voltandosi di nuovo verso lo schermo.
Lorenzo, che mal accetta provocazioni di questo tipo, alzò di nuovo il volume fino al massimo, ma passarono solo pochi secondi prima che il coinquilino tornasse alla carica.
"Tu credi che io sia scemo?" chiese con apparente riferimento a qualcosa di conosciuto anche dalla controparte.
L'altro si girò di scatto con gli occhi stralunati, fissandolo per qualche secondo. Pensò che stesse facendo davvero sul serio, ma non riusciva a capire a cosa si riferisse.
L'unica cosa che uscì dalle sue labbra fu il seguente: "Eh?"
"Sai bene a cosa mi riferisco! Credi che non vi abbia visti ieri sera? Ti sembra un atteggiamento corretto?" continuò, ora in modalità paternale.
"Ma sei scemo? Ci siamo incontrati in strada, e abbiamo fatto un tratto assieme!"
"Alle 1:30 di notte?"
"Eh sì, strana la vita eh?"
Ma questa frase non piaque molto a a Daniel il quale la prese nel modo sbagliato, ovviamente.
Certo non era la miglior cosa da dire in quel momento, ma Lorenzo non è un maestro quando si tratta di analizzare le situazioni da "diplomazia" per decidere al meglio come esprimersi.
In realtà essa non ha neanche un posto nel suo vocabolario.
"Lo sapevo che di te non ci si poteva fidare" concluse Daniel, uscendo dalla stanza e poco dopo anche dall'uscio di casa. Lorenzo non poteva credere a ciò che aveva sentito: dopo tutto ciò che l'altro aveva fatto, ora sembrava arrivato il tempo della lapidazione in piazza, per delle congetture create dal mal pensare del suo, fino ad ora, amico.
Sapeva bene che a parti invertite lui avrebbe chiesto delle delucidazioni, prima di scagliarsi in accuse senza se ne ma. Però in cuor suo sentiva che c'era qualcosa che non andava in tutto ciò, e per la prima volta fece introspezione e riconobbe che forse Daniel, nonostante tutto, un pochino aveva ragione, poiché lei non gli era del tutto indifferente.
giovedì 2 luglio 2009
giovedì 25 giugno 2009
da www. repubblica.it
"Perché trattate così bene Berlusconi?"
Don Farinella scrive al cardinal Bagnasco
"Io e molti credenti crediamo che così avete perduto autorità. Molti si allontanano dalla Chiesa per la vostra morale elastica"
di don PAOLO FARINELLA
Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.
Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?
Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.
Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?
Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete
(24 giugno 2009)
martedì 16 giugno 2009
Colore
C'è un mondo che vive e si sposta, muta e si svuota. Amici vanno e vengono, a volte più l'uno, altre più l'altro. Inseguire non aiuta, deviare non fa ritrovar la strada. E quando capita di incrociare il percorso di qualcuno e condividerne la strada, riesci a non sentire il peso della fatica. Ma il mondo gira e si riempie, ciò che in un istante può apparire blu, appena dopo è più piccolo di quanto fosse rosso ancora prima.
Ed è tutto bello, o forse nulla, magari neanche è. Però è bello saperlo caricare di colore, dargli forza, la stessa passione che potrebbe farlo volare oppure distruggerlo, e che senza di essa ritornerebbe ad essere mera materia. Oppur neanche quella.
Quante visioni, quanti uomini, quante scelte si compiono ogni secondo. Quante rinunce, quante reti si sovrappongono. La coincidenza o il caso, il piano o la sventura, ogni vita ha qualcosa da raccontare, ogni attimo racchiude tutti i significati e le sfaccettature possibili.
O almeno dovrebbe.
Non lasciamo che gli infiniti punti di un'esistenza perdano la forza del colore che noi possiamo dar loro. Non perdiamo la poesia che ogni vissuto può darci. Non svendiamo le emozioni nella pretesa di una vacua rassicurazione.
Cerchiamo la nostra via al di là di ogni paura di giudizio, proviamo a trovarci nel nostro essere noi stessi e solo allora, sediamoci ad un tavolo a parlare.
Ed è tutto bello, o forse nulla, magari neanche è. Però è bello saperlo caricare di colore, dargli forza, la stessa passione che potrebbe farlo volare oppure distruggerlo, e che senza di essa ritornerebbe ad essere mera materia. Oppur neanche quella.
Quante visioni, quanti uomini, quante scelte si compiono ogni secondo. Quante rinunce, quante reti si sovrappongono. La coincidenza o il caso, il piano o la sventura, ogni vita ha qualcosa da raccontare, ogni attimo racchiude tutti i significati e le sfaccettature possibili.
O almeno dovrebbe.
Non lasciamo che gli infiniti punti di un'esistenza perdano la forza del colore che noi possiamo dar loro. Non perdiamo la poesia che ogni vissuto può darci. Non svendiamo le emozioni nella pretesa di una vacua rassicurazione.
Cerchiamo la nostra via al di là di ogni paura di giudizio, proviamo a trovarci nel nostro essere noi stessi e solo allora, sediamoci ad un tavolo a parlare.
sabato 13 giugno 2009
venerdì 12 giugno 2009
Memorie di un autolesionista
Ho affermato che c'è qualcuno che ha meno diritti
Ho sostenuto che c'è qualcuno che necessita di meno tutele
Ho ribadito che c'è qualcuno che merita un trattamento peggiore
Ho appoggiato chi diceva che qualcuno è inferiore
Infine, ho capito che quel qualcuno ero io
E solo da quel momento, la cosa ha iniziato a darmi fastidio.
Ho sostenuto che c'è qualcuno che necessita di meno tutele
Ho ribadito che c'è qualcuno che merita un trattamento peggiore
Ho appoggiato chi diceva che qualcuno è inferiore
Infine, ho capito che quel qualcuno ero io
E solo da quel momento, la cosa ha iniziato a darmi fastidio.
mercoledì 10 giugno 2009
Osteria Seggio Elettorale
Tipica modalità di ristoro molto diffusa, questo particolare locale sembra proprio appartenere ad un altro tipo di categoria di attività, proprio non pare e non appare sotto la categoria ristorazione.
Eppure se vi recherete all'Osteria Seggio Elettorale, potrete godere delle portate più disparate e assaggiare i migliori caffé in thermos, il tutto pagando semplicemente in voti e appoggi nelle varie contestazioni. Cosa aspettate, L'Osteria Seggio Elettorale è più conveniente di un Happy Hour!
Eppure se vi recherete all'Osteria Seggio Elettorale, potrete godere delle portate più disparate e assaggiare i migliori caffé in thermos, il tutto pagando semplicemente in voti e appoggi nelle varie contestazioni. Cosa aspettate, L'Osteria Seggio Elettorale è più conveniente di un Happy Hour!
Lezioni di Idolatria
Mi sono ricordato perché odio tanto la mia cittadina.
Quando passi poco tempo a raffrontarti con le persone che la popolano, quasi quasi arrivi a dimenticare quanto queste possano esattamente aderire allo stereotipo dell'italiano medio/basso, e quanto le loro convinzioni siano state assemblate in verità da qualcun altro.
Dandovi la gerarchia dell'elettore medio del Mastodontico Formichiere, vi sottopongo le seguenti categorie, in ordine crescente di intelligenza della popolazione:
- Coloro che credono Egli sia una brava persona: non lo è, nessuno che abbia avuto così tanti capi di accusa, prescrizioni, proscioglimenti o Lodi (non la città), non può essere una brava persona.
No, nessuno ce l'ha con lui in quanto lui, ma per ciò che ha fatto e continua a fare.
- Coloro che credono si sia fatto da solo: non è così. Una persona che si fa da sola non va a monopolizzare i sistemi di comunicazione e intraprendere la scalata politica, evidentemente ha 1- la coda di paglia 2- grandi interessi da difendere
- Coloro che credono il paese ne stia giovando e ne gioverà: ne gioverà solo la sua sfera di affaristi e parenti amici e salamellari, di sicuro non la povera gente che lo vota e non ha un'impresa.
- Coloro che credono che gli immigrati siano un problema non gonfiato dai media e che il Castoro abbia davvero intenzione di risolverlo: il problema immigrati connesso con quello sicurezza, è il problema che viene sempre tirato fuori nelle occasioni giuste e in maniera molto decisa che in passato, proprio perché non c'è la volontà di risolverlo sia dal punto di vista dello sfruttamento di questi che dei loro eventuali reati e regolamentazione. Perché risolvere un problema che porta tanti voti? Se lo risolvi non puoi più giocare questa carta.
- Coloro che credono che gli italiani riescano ad avere un pensiero personale: quando mi tocca sentire centinaia di persone che pronunciano la stessa identica frase per tirare fuori la stessa identica motivazione, questo mi fa capire che gli italiani non possono averlo, altrimenti riuscirebbero ad usare diverse congiunzioni, sostantivi ed aggettivi.
- Coloro che pensano di poterci guadagnare qualcosa: se sei un lavoratore a tempo determinato, sappi che stai votando colui che ti ha peggiorato la situazione di precario e continuerà a farlo, senza capire la visione d'insieme della società oppure volontariamente ignorandola.
Mi viene in mente l'epoca medioevale con il sovrano e i suoi servitori da una parte, e dall'altra parte uno stuolo di poveracci senza alcun diritto.
- Coloro che devono piazzare qualcuno: si entra in politica solo se si devono fare affari che altrimenti sarebbero duri a far approvare, e quindi via con i peggiori elementi da inserire in ogni comune e provincia. Questi sono i valori della politica, quindi non solo non siamo migliorati da 50 anni a questa parte, ma siamo forse ulteriormente regrediti.
- Coloro che effettivamente ci guadagnano qualcosa, forse hanno il vero motivo di votar quello schieramento, ma non sono loro il vero problema poiché sono in pochi a poterci guadagnare e tanti a perderci.
E a questo punto mi sentirei dire: "Eeeh ma anche dall'altra parte fanno schifo!" In molti casi è vero, fatto sta che il limite della decenza non lo si era mai superato così tanto in passato.
Quest' area sta facendo cose che un politico italiano fino a 15 anni fa non si sognava neanche di proporre. E andate voi in giro con il sorriso splendido, anche se guadagnate 1000 Euro al mese, così riuscite a sembrare più ricchi.
Quando passi poco tempo a raffrontarti con le persone che la popolano, quasi quasi arrivi a dimenticare quanto queste possano esattamente aderire allo stereotipo dell'italiano medio/basso, e quanto le loro convinzioni siano state assemblate in verità da qualcun altro.
Dandovi la gerarchia dell'elettore medio del Mastodontico Formichiere, vi sottopongo le seguenti categorie, in ordine crescente di intelligenza della popolazione:
- Coloro che credono Egli sia una brava persona: non lo è, nessuno che abbia avuto così tanti capi di accusa, prescrizioni, proscioglimenti o Lodi (non la città), non può essere una brava persona.
No, nessuno ce l'ha con lui in quanto lui, ma per ciò che ha fatto e continua a fare.
- Coloro che credono si sia fatto da solo: non è così. Una persona che si fa da sola non va a monopolizzare i sistemi di comunicazione e intraprendere la scalata politica, evidentemente ha 1- la coda di paglia 2- grandi interessi da difendere
- Coloro che credono il paese ne stia giovando e ne gioverà: ne gioverà solo la sua sfera di affaristi e parenti amici e salamellari, di sicuro non la povera gente che lo vota e non ha un'impresa.
- Coloro che credono che gli immigrati siano un problema non gonfiato dai media e che il Castoro abbia davvero intenzione di risolverlo: il problema immigrati connesso con quello sicurezza, è il problema che viene sempre tirato fuori nelle occasioni giuste e in maniera molto decisa che in passato, proprio perché non c'è la volontà di risolverlo sia dal punto di vista dello sfruttamento di questi che dei loro eventuali reati e regolamentazione. Perché risolvere un problema che porta tanti voti? Se lo risolvi non puoi più giocare questa carta.
- Coloro che credono che gli italiani riescano ad avere un pensiero personale: quando mi tocca sentire centinaia di persone che pronunciano la stessa identica frase per tirare fuori la stessa identica motivazione, questo mi fa capire che gli italiani non possono averlo, altrimenti riuscirebbero ad usare diverse congiunzioni, sostantivi ed aggettivi.
- Coloro che pensano di poterci guadagnare qualcosa: se sei un lavoratore a tempo determinato, sappi che stai votando colui che ti ha peggiorato la situazione di precario e continuerà a farlo, senza capire la visione d'insieme della società oppure volontariamente ignorandola.
Mi viene in mente l'epoca medioevale con il sovrano e i suoi servitori da una parte, e dall'altra parte uno stuolo di poveracci senza alcun diritto.
- Coloro che devono piazzare qualcuno: si entra in politica solo se si devono fare affari che altrimenti sarebbero duri a far approvare, e quindi via con i peggiori elementi da inserire in ogni comune e provincia. Questi sono i valori della politica, quindi non solo non siamo migliorati da 50 anni a questa parte, ma siamo forse ulteriormente regrediti.
- Coloro che effettivamente ci guadagnano qualcosa, forse hanno il vero motivo di votar quello schieramento, ma non sono loro il vero problema poiché sono in pochi a poterci guadagnare e tanti a perderci.
E a questo punto mi sentirei dire: "Eeeh ma anche dall'altra parte fanno schifo!" In molti casi è vero, fatto sta che il limite della decenza non lo si era mai superato così tanto in passato.
Quest' area sta facendo cose che un politico italiano fino a 15 anni fa non si sognava neanche di proporre. E andate voi in giro con il sorriso splendido, anche se guadagnate 1000 Euro al mese, così riuscite a sembrare più ricchi.
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