venerdì 5 giugno 2009

Quando è troppo è... davvero tanto!

Ho deciso di aprire questo blog perché sono convinto che attorno a me, come attorno a tutti noi, ci sia tanto da scrivere. Non che l'ispirazione possa arrivare da qualcosa di particolarmente romantico o poetico, ma in ogni caso qualcosa da buttare giù c'è sempre. A volte, spesso diciamo, magari quasi sempre, c'è qualcosa da ingoiare senza poter nemmeno fiatare.

Ieri sera passeggiavo per le vie della mia "bella" cittadina dormitorio del nord-est milanese, quando sono incappato in una manifestazione elettorale per le oramai vicinissime elezioni comunali, in programma il 6-7 Giugno. Lo spettacolo che mi si è posto davanti agli occhi era uno dei peggiori possibili, con un palco nel bel mezzo di una piazzetta, che ospitava un bel concerto di musica "napoletanitaliana" e tanta, tanta gente che era lì ad assistere a questo "festival dell'ovvio" costato tanti, tanti soldi. Loro non sanno di doverlo pagare, ma tant'è in Italia funziona così: non importa se non hai da mangiare, l'importante è non farlo vedere!

E quindi, dopo che nel pomeriggio i giochi per i bambini avevano dilettato le famigliole (sempre messi lì da questo gruppo politico, non sforzatevi troppo a capire chi è perché non è palese) , con bambini imbragati che molleggiavano su e giù per un intero pomeriggio (causando un tappeto di vomito sul terreno sottostante), il gran finale con una canzone scelta a caso dagli organizzatori:

We are the Champions - Queen (ci è voluto un po' per capirlo, all'inizio avevo intuito la frase 'We are the scempio', ma penso sia colpa della mia mente contorta)

Questa sì che è una sorpresa! Cantata con il solito inglese maccheronico, della serie 'tanto chi mi capisce', è stato il culmine di questa bella serata di qualunquismo e di intrattenimento di serie C1 Girone B (che non esiste più tra l'altro). Nessun programma elettorale, tanti gelati, ragazzine sul palco a fare i ballettini (ma allora è un vizio) e poi tutti a letto, in questa beata ignoranza che culla felice il sonno degli italiani, il popolo più idolatra d'Europa, forse del mondo.

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